J. M. Coetzee, "Bugie e altri racconti morali"


Con il titolo di Bugie e altri racconti morali Einaudi pubblica la traduzione di Moral Tales di J. M. Coetzee (pp. 104, euro 15, traduzione di Maria Baiocchi). Sono sette racconti che, come dice pianamente il titolo originale meglio della furba traduzione italiana, si cimentano nel terreno classico, difficile del "moral tale". (Una traduzione letterale del titolo avrebbe ostacolato la fortuna del libro in Italia?). Tradizione lunga quella del racconto morale, illustre, difficile, perché puntellata sul dubbio corrosivo, sull'interrogativo fulgido più che sull'affermazione opaca e gretta. Coetzee raduna qui novelle sulla ferocia e la violenza, sul tradimento e il perdono, sul senso del dovere che ambiguamente governa e regola il mondo più di altre forze (incluso l'amore), sull'invecchiare o sulla proiezione empatica che ci illude di astrarci ed entrare nella mente di altri (ma cosa accade invece quando questi altri sono animali?). Libro calibrato, assai bello, nel quale (p. 84) si torna sulla distinzione leopardiana tra sofferenza e dolore. E a pensarci, proprio Leopardi illuminò, con dialoghi e novelle, il solco del racconto morale con l'opera in prosa inarrivabile delle Operette morali.

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J. M. Coetzee

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