Scipione, "Estate" (da "Carte segrete"). Una traduzione

  

Da uno scherzo di fine inverno con Giusi Montali, una traduzione di Estate di Scipione, al secolo Gino Bonichi (Macerata, 1904 - Arco, 1933). La poesia è apparsa in Carte segrete, libro che ebbe varie edizioni: per Corrente nel 1942, per Vallecchi nel 1943 e per Einaudi nel 1982 (con la prefazione di Amelia Rosselli e una nota di Paolo Fossati).


Summer

The ground is dry, thirsty
and it cracks.
On the lips of the crevasses
the fiery lizards
run in flames.
The stars fall alight
to burn the world,
but nobody stretches out the hands to embrace them
and they fade, plunging into the darkness.
The flesh searches in the flesh
the sources
and finds eyes
blossoming like flowers.
And the crickets' rattle,
at night,
leads us towards the sun
that will pierce us
with its thousand arrows.
I am waiting for this to be over
and while waiting
I feel dazzled
like a blank sheet of paper
where the sun hammers down.
The ground is dry, thirsty
and the night is black and perverse.
Christ, give her to drink,
as it wants to sin
and to be forgiven.

*

Estate

La terra è secca, ha sete
e si spacca.
Sui labbri dei crepacci
le lucertole arroventate
corrono in fiamme.
Le stelle cadono accese
per bruciare il mondo,
ma nessuno tende le mani per abbracciarle
e si smorzano, tuffandosi nel buio.
La carne cerca nelle carni
le sorgenti
e trova gli occhi
che si schiudono come fiori.
E la sonagliera dei grilli,
la notte, 
ci porta incontro al sole
che ci trafiggerà
con le sue mille frecce.
Aspetto che finisca
e nell'attesa
mi sento abbacinato
come un foglio bianco
su cui picchi il sole.
La terra è secca, ha sete
e la notte è nera e perversa.
Cristo, dalle da bere,
ché vuol peccare
e farsi perdonare.

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